Vi aiutiamo a controllare i margini e la cassadal business ai dati, ai report
Progettiamo il modello di controllo di gestione — quali costi entrano, con quali regole si calcola il margine, su quali oggetti si legge: prodotto o commessa, cliente, canale — e lo mettiamo in funzione sui vostri dati, fino al report che arriva ogni mese.
Lo facciamo da vent’anni. Abbiamo sviluppato sistemi di pianificazione e controllo per grandi aziende italiane e internazionali, di prodotto e di servizi.
Esempio illustrativo, milioni di euro.
Il bridge: da dove parte, cosa lo muove, dove arriva.
Per chi lo facciamo
Per l’azienda piccola e per quella grande, con proposte diverse. Il punto di partenza è lo stesso: una decisione che i numeri di oggi non riescono a sostenere.
Il primo vero modello di controllo, costruito sugli strumenti che ci sono e dimensionato su chi lo dovrà usare ogni mese.
Il fatturato cresce più del conto corrente
Per anni è bastato vendere di più. Poi clienti, listini e canali si moltiplicano, e l’intuito di chi guida non riesce più a dire quali ordini fanno guadagnare e quali no.
Il sapere del fondatore deve diventare un numero
Chi ha costruito l’azienda sapeva a memoria quali clienti rendevano. Chi arriva dopo ha bisogno di un modello che si possa discutere, non di un’opinione da ereditare.
Arrivano domande nuove, con tempi nuovi
Margine per cliente e per linea, un budget difendibile, una riprevisione trimestrale, un piano di cassa. Il controllo esistente non era stato costruito per rispondere, e non si può aspettare la chiusura dell’esercizio.
La revisione di un modello che esiste già, dentro sistemi e organizzazioni complessi, accanto al controllo di gestione interno.
La strategia è cambiata, il controllo misura ancora quella di prima
Nuovi canali, nuovi mercati, un portafoglio riorganizzato. I report continuano a rispondere a domande che nessuno fa più, e tacciono su quelle nuove.
Una nuova linea, un’acquisizione, un servizio nuovo
Un perimetro che cresce più in fretta dei sistemi: dati su un gestionale diverso, regole di attribuzione mai scritte, un margine che si conosce solo a fine anno.
Le leve del margine, e chi ne risponde
Prezzo, sconti, mix, efficienza, costi di servizio: ogni leva ha un responsabile, ma il report non lo dice. Finché il modello non lo rende esplicito, ogni scostamento è di tutti, cioè di nessuno.
Come si parte, e come si prosegue
Tre modi di lavorare insieme, ciascuno con un impegno diverso. Ci si può fermare dopo il primo.
Check-up
Diagnosi del modello attuale e piano per arrivare a quello obiettivo. Nessun impegno sul progetto: se non ha senso lavorare insieme, ve lo diciamo.
Progetto · a fasi
Modello, base dati e primi report in produzione. Rilasci brevi e verificabili, nessun vincolo di prosecuzione tra una fase e l’altra.
Presidio
Evolutive, nuove analisi, presidio della qualità del dato e supporto alle chiusure.
La domanda
Quali decisioni oggi prendete senza numeri. Da qui nasce il modello, non dal dato disponibile.
Il modello
Livelli di costo, criteri di attribuzione, oggetti di analisi. Scritto e condiviso prima di toccare i sistemi.
I sistemi, i dati, i report
ERP, MES, distinte, anagrafiche. Estrazione, integrazione, trasformazione, fatte dalle stesse persone che hanno disegnato il modello.
La messa in esercizio
Report automatici e riconciliati, formazione, manutenzione. Il modello deve reggere anche quando cambiano i dati, i prodotti e l’organizzazione.