Vi aiutiamo a controllare i margini e la cassadal business ai dati, ai report

Progettiamo il modello di controllo di gestione — quali costi entrano, con quali regole si calcola il margine, su quali oggetti si legge: prodotto o commessa, cliente, canale — e lo mettiamo in funzione sui vostri dati, fino al report che arriva ogni mese.

Lo facciamo da vent’anni. Abbiamo sviluppato sistemi di pianificazione e controllo per grandi aziende italiane e internazionali, di prodotto e di servizi.

Chi siamo

44,7 +3,8 +2,4 +1,2 −1,7 50,4 MdC 2025 Prezzo Volume Mix Costi MdC 2026

Esempio illustrativo, milioni di euro.

Il bridge: da dove parte, cosa lo muove, dove arriva.

Per chi lo facciamo↓

Per chi lo facciamo

Per l’azienda piccola e per quella grande, con proposte diverse. Il punto di partenza è lo stesso: una decisione che i numeri di oggi non riescono a sostenere.

Piccola e media azienda

Il primo vero modello di controllo, costruito sugli strumenti che ci sono e dimensionato su chi lo dovrà usare ogni mese.

Oltre il fatturato

Il fatturato cresce più del conto corrente

Per anni è bastato vendere di più. Poi clienti, listini e canali si moltiplicano, e l’intuito di chi guida non riesce più a dire quali ordini fanno guadagnare e quali no.

Passaggio generazionale

Il sapere del fondatore deve diventare un numero

Chi ha costruito l’azienda sapeva a memoria quali clienti rendevano. Chi arriva dopo ha bisogno di un modello che si possa discutere, non di un’opinione da ereditare.

Entra un fondo

Arrivano domande nuove, con tempi nuovi

Margine per cliente e per linea, un budget difendibile, una riprevisione trimestrale, un piano di cassa. Il controllo esistente non era stato costruito per rispondere, e non si può aspettare la chiusura dell’esercizio.

Grande azienda

La revisione di un modello che esiste già, dentro sistemi e organizzazioni complessi, accanto al controllo di gestione interno.

Cambio strategico

La strategia è cambiata, il controllo misura ancora quella di prima

Nuovi canali, nuovi mercati, un portafoglio riorganizzato. I report continuano a rispondere a domande che nessuno fa più, e tacciono su quelle nuove.

Un business da presidiare

Una nuova linea, un’acquisizione, un servizio nuovo

Un perimetro che cresce più in fretta dei sistemi: dati su un gestionale diverso, regole di attribuzione mai scritte, un margine che si conosce solo a fine anno.

Ruoli e responsabilità

Le leve del margine, e chi ne risponde

Prezzo, sconti, mix, efficienza, costi di servizio: ogni leva ha un responsabile, ma il report non lo dice. Finché il modello non lo rende esplicito, ogni scostamento è di tutti, cioè di nessuno.

Come si parte, e come si prosegue

Tre modi di lavorare insieme, ciascuno con un impegno diverso. Ci si può fermare dopo il primo.

1

Check-up

Diagnosi del modello attuale e piano per arrivare a quello obiettivo. Nessun impegno sul progetto: se non ha senso lavorare insieme, ve lo diciamo.

2

Progetto · a fasi

Modello, base dati e primi report in produzione. Rilasci brevi e verificabili, nessun vincolo di prosecuzione tra una fase e l’altra.

3

Presidio

Evolutive, nuove analisi, presidio della qualità del dato e supporto alle chiusure.

Dentro il progetto · quattro fasi, sempre le stesse, qualunque sia il settore e qualunque siano i sistemi
2.1

La domanda

Quali decisioni oggi prendete senza numeri. Da qui nasce il modello, non dal dato disponibile.

2.2

Il modello

Livelli di costo, criteri di attribuzione, oggetti di analisi. Scritto e condiviso prima di toccare i sistemi.

2.3

I sistemi, i dati, i report

ERP, MES, distinte, anagrafiche. Estrazione, integrazione, trasformazione, fatte dalle stesse persone che hanno disegnato il modello.

2.4

La messa in esercizio

Report automatici e riconciliati, formazione, manutenzione. Il modello deve reggere anche quando cambiano i dati, i prodotti e l’organizzazione.